A04582_PELLEGRINI_00
A04582_PELLEGRINI_01A04582_PELLEGRINI_02

Loth e le figlie GIOVANNI ANTONIO PELLEGRINI – A04582

Loth e le figlie – Olio su tela, cm 91,7×114 – GIOVANNI ANTONIO PELLEGRINI (Venezia 1675 – 1741)

Olio su tela, cm 91,7×114

Articolo: A04582

Periodo: fine XVII secolo prima metà del XVIII Secolo.

Provenienza: Italia



Descrizione:

Expertise

Giuliano Briganti, comunicazione scritta, 29 ottobre 1968

Pittore viaggiatore, il Pellegrini può essere considerato, insieme a Sebastiano Ricci, il fautore della corrente ‘chiarista’ del Settecento. La modernità del suo stile, che aveva acquisito i neovenetismi e il plasticismo vibrante della ricca tavolozza del Giordano, si intende appieno come antecedente della pittura disfatta e aperta dei fratelli Guardi.

I suoi numerosi spostamenti lo portarono in giro per l’Italia e all’estero. Sembra che, dapprima, si sia recato in Austria come collaboratore di Paolo Pagani, poi, rientrato in Italia, si trasferì a Roma, dove ebbe modo di studiare le opere del Giordano, che d’altro canto aveva già visto a Venezia. In seguito, tornò nella città lagunare, dove realizzò le tre tele della chiesa del Cristo, dimostrando una modernità sorprendente, e il celebre Mosè e il serpente di bronzo della chiesa di San Moisè, risalente al 1708. Tra il 1708 e il 1713, soggiornò in Inghilterra, lasciando una serie di brillanti decorazioni ‘chiariste’, nelle quali gli stimoli giordaneschi si mescolano alla tradizione pittorica veneta. Si spostò, quindi, a Düsserldorf, presso la corte di Giovanni Guglielmo, dove dipinse quattordici tele allegoriche, oggi nel Castello di Schlessheim. Nella città tedesca conobbe l’arte di Rubens, che accolse nella sua pittura con l’arricchimento della gamma cromatica della tavolozza; nn orientamento ulteriormente stimolato dal successivo incontro con il pittore fiammingo durante le soste ad Anversa (1716-1718) e all’Aja. Nel 1719 andò a Londra, poi di nuovo a Venezia, fino al 1720, e, nel Marzo di quell’anno, a Parigi. L’anno successivo, fino al Maggio del 1722, ritornò a Venezia dove partecipò insieme a Sebastiano Ricci, Piazzetta, Tiepolo e Balestra, alla decorazione del ciclo degli Apostoli per San Stae, dipingendo il Martirio di Sant’Andrea.

Seguirono altri spostamenti che lo portarono a Füssen, Parigi, Würzburg, Dresda e Vienna.

 

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Solamente clienti che hanno effettuato l'accesso ed hanno acquistato questo prodotto possono lasciare una recensione.