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I progenitori piangono per la morte di Abele ANDREA APPIANI – A04584

I progenitori piangono per la morte di Abele – Tempera su carta, cm. 42,7×62  –  attribuito ad Andrea Appiani (Milano 1754 –1817 Milano)

Tempera su carta, cm. 42,7×62

Articolo: A04584

Periodo: seconda metà del XVIII secolo prima metà XIX secolo

Provenienza: Italia



Descrizione:

 

Nella tempera di gusto neoclassico qui presentata è messo in scena il noto episodio biblico tra i fratelli Caino e Abele: quest’ultimo giace senza vita sul terreno, con accanto a sé fratello con il capo chino, i lunghi capelli che ricadono sul volto, le braccia aperte in segno di rassegnazione e di pentimento del gesto compiuto.

La scena è ideata in maniera teatrale, fa pensare al melodramma di Metastasio, che è contemporaneo all’autore del dipinto.

Sulla sinistra, Eva piange affranta, mentre Adamo solleva le braccia al cielo, come per invocare la misericordia di Dio. Altri personaggi fanno da quinta scenica. Il paesaggio ideale vede un falò in fondo a sinistra, greggi di pecore, e nuvole grigie nel cielo che incombono come presagio di quello che accadrà ora.

C’è un’attenzione minuziosa al dettaglio, in particolare negli elementi del paesaggio, e un’atmosfera che pare sospesa in un senza tempo.

L’opera è attribuita ad Andrea Appiani, alfiere del neoclassicismo in Italia, che fu anche direttore della Pinacoteca di Brera nel 1807; fu uno dei maggiori esponenti di quel periodo compreso tra l’Illuminismo e le vicende napoleoniche, grazie alla specificità espressiva del suo stile, vero e proprio trait d’union tra la morbidezza del tratto leonardesco e la grazia del classicismo.

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