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GUIDO RENI – ECCE HOMO – XVII SEC. – (cod. 7)

Ecce Homo – olio su tela. Prima metà del XVII sec. (1617). Opera certa e autografata di Guido Reni (Bologna 1575 – 1642) . La tela misura 40×49 cm.

Nome: Guido Reni – Ecce Homo – XVII sec.

Articolo: 7

Periodo: prima metà XVII sec. (1617)

Provenienza: Italia

Condizione: Ottima



Descrizione: Ecce Homo – olio su tela. Prima metà del XVII sec. (1617). Opera certa e autografata di Guido Reni (Bologna 1575 – 1642) che ha più volte replicato questo soggetto. A nostro parere risulta essere il prototipo delle altre versioni.
Note: dipinto di notevole interesse storico e artistico del maestro Guido Reni, degno di entrare prepotentemente all’interno di un’istituzione pubblica. Ottimo lo stato di conservazione.
Expertise del Prof. Andrea Emiliani e del Prof. Maurizio Marini.

Oggetto da alta collezione.

La tela misura 40×49 cm e si presenta in ottimo stato di conservazione.

 

Guido Reni (Bologna, 4 novembre 1575 – Bologna, 18 agosto 1642) fu un pittore e incisore italiano, fra i maggiori del Seicento.
Fu uno dei più grandi pittori del ‘600, figlio del musicista Daniele. Seguì inizialmente le orme paterne, ma lasciò gli studi musicali preferendo la pittura di cui imparò i primi rudimenti nella bottega del fiammingo Denijs Calvaert, con cui studiavano anche Albani e Domenichino. Fu tra i primi a entrare nell’Accademia dei Carracci, già nel 1582, quando era ancora la semplice Accademia del Naturale. Nel 1598 è già un pittore affermato: in quell’anno realizzò l’Incoronazione della Vergine e santi  per la chiesa di San Bernardo (Bologna, Pinacoteca Nazionale) e vinse la gara per gli affreschi allegorici in onore della venuta di Clemente VIII sulla facciata del Palazzo del Reggimento, l’odierno palazzo comunale, già perduti nell’800.
Nel 1601 giunse a Roma, dove imparò a coniugare il classicismo emiliano con le nuove idee caravaggesche, dipingendo diversi capolavori: il Martirio di santa Cecilia (Basilica di Santa Cecilia in Trastevere), la Crocifissione di san Pietro per l’Abbazia delle Tre Fontane (Pinacoteca Vaticana), il Martirio di sant’Andrea e Eterno in gloria (San Gregorio al Celio), la decorazione della Sala delle Nozze Aldobrandine e della Sala delle Dame del Palazzo Apostolico Vaticano, quella per la Cappella Paolina in Santa Maria Maggiore. Dal 1610 continuò ad alternare soggiorni a Bologna, Roma e Napoli, dipingendo opere di grande importanza per la storia dell’arte come la Strage degli innocenti e il Sansone (Bologna, Pinacoteca Nazionale); l’affresco dell’Aurora per il Casino Rospigliosi Pallavicini, al tempo di proprietà di Scipione Borghese (Roma); l’Atalanta e Ippomene (Napoli, Museo di Capodimonte).