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Capriccio architettonico con figure e rovine classiche LEONARDO COCCORANTE – A04803

Capriccio architettonico con figure e rovine classiche – Olio su tela applicato su tavola, 126.9 x 153.6 cm – Leonardo Coccorante (Napoli 1680-1750?)

Olio su tela applicato su tavola, 126.9 x 153.6 cm

Articolo: A04803

Periodo: prima metà del XVIII Secolo.

Provenienza: Italia



Descrizione:

Bibliografia comparativa

  1. Spinosa, Pittura napoletana del Settecento, dal Barocco al Rococò, Napoli 1986, pp. 69-75, 89, 173-174, nn. 344-350:
  2. Muzii, Leonardo Coccorante, in La pittura di paesaggio in Italia. Il Settecento, a cura di A. Ottani Cavina ed E. Calbi, Milano 2005, pp. 158-160, con bibliografia precedente.

Allievo di Viviano Codazzi e Angelo Maria Costa, Leonardo Coccorante è uno dei migliori paesaggisti del primo Settecento napoletano, sovente coadiuvato nelle parti di figura da Giovanni Marziale, Giuseppe Tomajoli e Giacomo del Po, come testimonia il De Dominici. L’artista è autore di paesaggi e vedute fantastiche, caratterizzate da sfondi marini in burrasca e capricci d’intonazione preromantica.

Le prime rivalutazioni della sua personalità si devono agli studi d’Oreste Ferrari (1954) e Sergio Ortolani (1970), dove la figura del Coccorante emerge per qualità esecutiva ed invenzione. Le ricerche affrontate in previsione della mostra sul Settecento napoletano del 1979 e i conseguenti approfondimenti condotti da Nicola Spinosa e Leonardo di Mauro, concedono un’adeguata lettura critica della sua produzione. Il dipinto in esame è da riferire alla maturità dell’artista, quando le originarie influenze codazziane e d’Angelo Maria Costa, lasciano spazio a rivisitazioni rosiane rievocate con sensibilità rococò, in analogia con le tele di Gennaro Greco.

Della carriera artistica del Coccorante si sa per certo che lavorò presso Carlo di Borbone, re delle Due Sicilie per il quale dipinse alcune vedute e realizzò alcune decorazioni, nel Palazzo Reale di Caserta, in occasione delle nozze di Carlos VII con María Amalia di Sassonia nel 1738. Si sa anche trovò numerosi committenti all’estero, in particolare in Francia, Spagna ed Inghilterra, ma anche in Italia, a Napoli ovviamente. In particolare si ricorda la Storia di Alessandro Magno dipinta per l’abate Giuseppe Tomajuoli ed un paesaggio marino burrascoso per l’abate e poeta Nicolò Giovo. Fra i suoi committenti annoveriamo anche Bartolomeo Di Maio, Francesco Caracciolo e Andrea Casimiro Ambrosio. Citiamo alcune opere in particolare: Loggiato sul mare, Porto di mare con paese e Ruderi classici.

 

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