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I MACCHIAIOLI A GENOVA

Da venerdì 14 Settembre fino a domenica 9 Dicembre 2018 apre al pubblico la mostra “I macchiaioli” a cura di Simona Bartolena.

Nonostante negli ultimi anni si percepisca nel panorama delle mostre in Italia un rinnovato interesse per l’ottocento italiano, l’attenzione del grande pubblico continua a dirigersi perlopiù alla scena francese, soprattutto alla stagione impressionista. Il XIX secolo in Italia riserva, invece, notevoli sorprese e molte sono le ragioni per riscoprirlo e approfondirlo.

Nella seconda metà dell’Ottocento, Firenze è una delle capitali culturali più attive in Europa, vero e proprio punto di riferimento per molti intellettuali provenienti da tutta Italia. Intorno ai tavoli di un caffè cittadino, il Caffè Michelangelo, si riunisce un gruppo di giovani artisti accomunati dallo spirito di ribellione verso il sistema accademico e dalla volontà di dipingere dal vero, secondo nuovi criteri di rappresentazione della realtà. Il nome “macchiaioli”, usato per la prima volta in senso dispregiativo dagli accademici, viene successivamente adottato dal gruppo stesso in quanto incarna perfettamente la filosofia delle loro opere.

La mostra racconta, attraverso le opere dei principali protagonisti del movimento – da Telemaco Signorini a Giovanni Fattori, da Vincenzo Cabianca e Silvestro Lega –, le caratteristiche e l’evoluzione di questo nuovo linguaggio pittorico, fondamentale per la nascita della pittura moderna.

Le oltre cinquanta opere esposte, provenienti da collezioni pubbliche e private, saranno accompagnate da approfondimenti e focus su tematiche importanti per la comprensione del movimento: le origini, i contatti con la realtà artistica francese e con quella del resto della penisola, le caratteristiche tecniche del nuovo linguaggio e la sua azione di rinnovamento dei generi pittorici, il rapporto con il mondo accademico, con il Purismo, con la fotografia…
La mostra sarà anche occasione per apprezzare la straordinaria intensità della pittura macchiaiola, con opere di rara bellezza, che ben testimoniano il talento e la grandezza di questi artisti.
Mostra organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana in collaborazione con Vidi Mostre.

Dal 14 Settembre 2018 al 09 Dicembre 2018

GENOVA

LUOGO: Palazzo della Meridiana

CURATORI: Simona Bartolena

ENTI PROMOTORI:

  • Regione Liguria
  • Comune di Genova

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 010 2541996

E-MAIL INFO: segreteria@palazzodellameridiana.it

SITO UFFICIALE: http://www.palazzodellameridiana.it

VENEZIA, CITTÀ IN FESTA PER TINTORETTO

Fondazione Musei Civici di Venezia e la National Gallery of Art di Washington hanno avviato dal 2015 un progetto di ricerca di respiro internazionale per festeggiare i 500 anni dalla nascita del pittore veneziano Jacopo Tintorettotra i giganti della pittura europea del XVI secolo e, indubbiamente, quello che più ha “segnato” Venezia con il marchio inconfondibile del suo genio: artista assolutamente “moderno” e a noi tanto vicino.

Chiamato dai dogi e dai notabili veneziani ad abbellire i palazzi e le chiese della città con il suo straordinario talento espressivo, ma anche con la dotta conoscenza dei vasti repertori iconogra ci della storia, Tintoretto ha lasciato di sé una testimonianza di inestimabile valore che trova nel cinquecentenario la perfetta occasione per essere celebrata e meglio conosciuta.

Al progetto hanno aderito le più importanti istituzioni veneziane, che partecipano all’anno tintorettiano con originali iniziative espositive, editoriali e convegnistiche: le Gallerie dell’Accademia, la Scuola Grande di San Rocco e la Curia Patriarcale, con le molte chiese che ancora oggi conservano preziose opere di Tintoretto.

Il progetto, al quale hanno contribuito storici dell’arte di fama internazionale, si concretizza in un grande evento espositivo che si terrà a Palazzo Ducale e alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

In queste due sedi prestigiose l’arte di Tintoretto sarà celebrata dagli anni della sua precoce affermazione giovanile (Gallerie dell’Accademia di Venezia) no alla stupefacente vitalità creativa della maturità (Palazzo Ducale), in un percorso integrato di straordinari capolavori provenienti dalle principali collezioni pubbliche e private del mondo.

A seguire, dal 3 marzo fino al 30 giugno 2019, la mostra sarà alla National Gallery of Art di Washington: un evento del tutto eccezionale trattandosi della prima presentazione in Nord America della pittura del grande artista veneziano.

A più di ottant’anni dall’unica importante esposizione (1937) che Venezia gli abbia dedicato, Jacopo Tintoretto torna dunque protagonista di un grande progetto che fornirà una visione assai rappresentativa della sua carriera, dalle prime opere, del 1540 circa, fino ai lavori degli ultimi anni, quando Jacopo è ormai la gura dominante della pittura lagunare. Grazie ai più recenti studi sulla sua arte e agli illuminanti interventi conservativi degli ultimi due decenni, l’evento renderà possibile l’analisi rigorosa dei dipinti e della loro cronologia.

In particolare l’occasione consentirà, grazie al sostegno di Save Venice Inc., anche l’esame scientifico e il restauro di numerosi dipinti presenti a Venezia, a cominciare da alcune opere del Museo Correr e dalle straordinarie tele dell’Anticollegio, dell’Atrio Quadrato e della Sala degli Inquisitori di Palazzo Ducale, che il pubblico potrà così ammirare nella loro compiuta forza espressiva.

Nel percorso espositivo nell’Appartamento del Doge – a cura di Robert Echols e Frederick Ilchman, con la direzione scientifica di Gabriella Belli – si potranno ammirare una settantina circa di dipinti di Tintoretto e un nucleo raro di disegni, per illuminare il processo creativo del maestro, scelti con particolare riferimento ai dipinti esposti.

Dal 07 Settembre 2018 al 06 Gennaio 2019

VENEZIA

LUOGO: Palazzo Ducale

CURATORI: Robert Echols, Frederick Ilchman

ENTI PROMOTORI:

  • Co-prodotta con National Gallery of Art – Washington
  • Con la collaborazione di Gallerie dell’Accademia di Venezia
  • Con il sostegno di Save Venice Inc. e il supporto di Louis Vuitton

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 041 2715911

E-MAIL INFO: info@fmcvenezia.it

SITO UFFICIALE: http://palazzoducale.visitmuve.it

DA TIZIANO A VAN DYCK. Il Volto del ‘500

50 opere, 50 storie, 50 emozioni per rivivere il fascino del ‘500.

“Da Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500” è in programma a Casa dei Carraresi dal 26 settembre 2018 al 3 febbraio 2019. Ospitata da Fondazione Cassamarca, l’esposizione è organizzata da ARTIKA ed è curata da Ettore Merkel.

“Da Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500” attinge integralmente a una delle maggiori collezioni private del Veneto, quella creata già a partire dal secondo dopoguerra da Giuseppe Alessandra.
I dipinti qui selezionati propongono un affascinante percorso che dal Rinascimento giunge al Manierismo fino a lambire i confini del Barocco.
La suddivisione delle opere mira a mettere in risalto l’evoluzione della pittura veneta a partire dalla tradizione belliniana e dalla rivoluzione giorgionesca, per illustrare la maniera delle grandi botteghe rinascimentali e manieriste, come quelle di Tiziano e dei Bassano, fino ad arrivare alle nuove espressioni seicentesche.
Per precisa scelta curatoriale, accanto alle opere dei grandi maestri vengono proposte selezionate opere della loro cerchia e bottega, con l’obiettivo di focalizzare il modello creativo dell’epoca e ripercorrere le complesse tangenze che hanno fatto del ‘500 il secolo della grande arte in terra veneta ma non solo.

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La mostra è suddivisa in sei sezioni. La prima e la seconda, comprendono un nutrito corpus di opere finalizzato all’analisi della pittura veneta dalla fine del ‘400 alla fine del secolo successivo. Dalla bottega dei Bellini all’ultimo Tiziano, questa parte della mostra analizza alcune fra le maggiori personalità del Rinascimento veneto come Giorgione, Tiziano e Tintoretto, le cui opere sono presentate accanto ai dipinti realizzati da artisti usciti dalle loro botteghe (come Sebastiano del Piombo, Palma il Giovane e Lodovico Pozzoserrato). Di Tiziano è presente, fra gli altri, il “Ritratto di Ottavio Farnese” (1545-46). Nella terza e quarta sezione si affrontano le vicende artistiche contemporanee in area lombarda e in Centro Italia. La quinta sezione guarda agli artisti d’Oltralpe le cui vicende hanno influenzato le arti figurative nel Nord Italia. In questa sezione trovano spazio il “Ritratto di Gentiluomo” di Hans von Aachen e la “Testa di      Carattere” di Van Dyck. L’ultima parte della mostra ci porta dentro le vicende del Barocco.

TREVISO

Dal 26 settembre 2018 al 3 febbraio 2019

Luogo: Casa dei Carraresi

Curatore: Ettore Merkel

Info: mostre@artikaeventi.com, www.artikaeventi.com  tel. 0422.513150

Orari
Dal martedì al venerdì: 09-18
Sabato, domenica, festivi: 10-20
24 e 31 dicembre: 09-18
01 gennaio: 14-20

Fonte: http://studioesseci.net/mostre/da-tiziano-a-van-dyck-il-volto-del-500/

AGLI UFFIZI I DISEGNI “PERDUTI” DI SOLDANI BENZI, L’ULTIMO ARTISTA DEI MEDICI

 

Da Oriente a Occidente, la meraviglia prende forma tra avori, pietre dure e madreperle che luccicano nel Museo che ammicca all’ammaliante Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci. E se già questa preziosa Kunstkammer affacciata sul più grande labirinto esistente, attraversato da circa 200 mila piante di bambù, costituisce di per sé una collezione d’arte imponente frutto dell’eclettico gusto del raffinato editore e designer, con capolavori che coprono ben cinque secoli, la mostra I tesori d’Oriente – in corso fino al 14 ottobre – conferisce alla dimora d’arte di Fontanellato un fascino ancora più speciale.

Ad accompagnare il viaggio dei visitatori attraverso un’accurata selezione di manufatti – straordinari esempi dell’ arte decorativa di Cinque e Seicento, provenienti da collezioni italiane e portoghesi – sono i ricchi oggetti istoriati che sfilano tra i testi dello storico dell’arte Pedro Moura Carvalho.

Quello allestito al Labirinto della Masone, uno degli imperdibili gioielli a pochi chilometri da Parma, è un racconto che parte da lontano, da un Rinascimento che assiste alla produzione di opere d’arte che dall’ Asia giungono per la prima volta in Europa a seguito della colonizzazione.
In quegli anni la sapiente maestria degli artigiani locali aveva suscitato la meraviglia di mercanti, viaggiatori e studiosi, tra i quali Garcia de Orta, medico portoghese vissuto in India per oltre trent’anni e autore dei Colóquios, un trattato in portoghese pubblicato a Goa nel 1563 e riguardante anche l’utilizzo e le tecniche di lavorazione di quelle materie prime allora sconosciute in Occidente.

Fonte: www.arte.it

Derby d’arte a Londra: due capolavori di Picasso all’asta da Sotheby’s e Christie’s

 

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Derby d’arte a Londra, all’asta due capolavori di Picasso. Da una parte  «Buste de femme de profil. Femme écrivant» del 1932, sarà presentato oggi da Sotheby’s,  stima record di 33 milioni di sterline; dall’altra da Christie’s, mercoledì,  «Femme dans un fauteuil» del 1942, stimato tra 20-24 milioni di sterline.
Nel primo caso l’opera raffigura la musa e amante Marie-Thérèse Walter, dipinta dal maestro del Cubismo mentre era ancora sposato con la moglie Olga. Il dipinto si è considerevolmente apprezzato dall’ultima volta che è passato in asta, nel 1997, quando fu aggiudicato per 3,7 milioni di dollari. Secondo la casa d’aste l’opera si trova nella stessa collezione dal 2003, che ora ha deciso di vendere. A Sotheby’s risponderà il giorno dopo, mercoledì, proponendo un altro capolavoro di Picasso, dipinto durante la Seconda guerra mondiale, mentre l’artista spagnolo viveva nella Parigi occupata dai nazisti. Il dipinto raffigura Dora Maar, una delle muse e amanti di Picasso, anche lei artista e fotografa: si erano incontrati nel 1935 e loro turbolenta relazione finì intorno al 1945. «Femme dans un fauteuil» è rimasta nella collezione dello stesso Picasso fino alla sua morte quando è diventato di proprietà dell’ultima moglie, Jacqueline.

Fonte:https://www.ilgazzettino.it

ECO E NARCISO

RITRATTO E AUTORITRATTO NELLE COLLEZIONI DEL MAXXI E DELLE GALLERIE NAZIONALI BARBERINI CORSINI

Dal 17 Maggio 2018 al 28 Ottobre 2018

ROMA

LUOGO: Palazzo Barberini

CURATORI: Flaminia Gennari Santori, Bartolomeo Pietromarchi

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 06 4824184

E-MAIL INFO: comunicazione@barberinicorsini.org

SITO UFFICIALE: http://www.barberinicorsini.org

 

COMUNICATO STAMPA:
Il 18 maggio 2018 si conclude una storia cominciata nel 1949, quando lo Stato italiano acquistò Palazzo Barberini per farne la sede della Galleria Nazionale di Arte Antica.

Il palazzo era a quel tempo in parte occupato dal Circolo Ufficiali delle Forze Armate e oggi, dopo circa settant’anni, si conclude la tortuosa vicenda che ha condizionato lo sviluppo del museo fondato nel 1895 come pinacoteca nazionale.

Undici le nuove sale che si estendono su oltre 700 metri quadri di percorso espositivo
, affacciate sui giardini del palazzo, alcune monumentali, come la Sala del Trono, altre inaspettatamente intime, come la Cappellina risalente al primo trentennio del Seicento.
Per celebrare questo evento le nuove sale, oltre al Salone Pietro da Cortona, alla Sala Ovale e alla Sala dei Paesaggi, saranno allestite con Eco e Narciso, la mostra prodotta dalle Gallerie Nazionali in collaborazione con il MAXXI, curata da Flaminia Gennari Santori e Bartolomeo Pietromarchi: un percorso che si snoda fra arte antica e arte contemporanea sul tema del ritratto e dell’autoritratto, con opere provenienti dalle collezioni dei due musei nazionali, nati a circa un secolo di distanza.

Il Narciso di Caravaggio o per qualcuno di Spadarino – quesito attributivo che rende ancora più interessante questo dipinto incantevole – raffigurante il bellissimo giovane perso nella sua immagine specchiata, è l’opera guida della mostra.
Il ritratto rappresenta uno dei filoni più significativi della Collezione delle Gallerie Nazionali ed è presentato in mostra attraverso una prospettiva diversa, non cronologica, al di là delle categorie storico-artistiche con le quali abitualmente si guardano e si studiano i dipinti del passato.

Le opere di Luigi Ontani e Pietro da Cortona, Raffaello e Richard Serra, Bronzino e Giulio Paolini, Piero di Cosimo e Kiki Smith raccontano i temi della temporalità, della rappresentazione del potere, dell’erotismo, dell’intimo e dell’esotico.