Author: Telearte

Le PILLOLE di Telearte

La nuova rubrica di Telearte su argomentazioni che navigano intorno al mondo dell’arte a partire da aspetti storici, indagini tecniche, di mercato e tutte quelle curiosità che emergono affrontando alcuni aspetti indagati.

 

Venerdì 1 maggio ore 14:oo in anteprima la puntata di partenza per questa rubrica sul nostro canale youtube.

ELENCO PUNTATE

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Il corallo nella gioielleria

 

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Il mistero delle uova di Pasqua

 

Non mancate di scriverci alla mail teleartesrl@libero.it per qualsiasi informazione, richieste, proposte per nuove puntate. Non ponetevi limiti e non mancate.

Quadri più famosi di sempre

In questo periodo di isolamento forzato a causa del Covid-19 alleniamo la mente per vedere se ricordiamo e riconosciamo i quadri più famosi della storia dell’arte. Spesso questi quadri risultano abusati ed entrano a far parte del nostro immaginario collettivo essendo mostrati su documentari, film, pubblicità, tanto da rischiare di darli per scontati quando andrebbero poi conosciuti meglio.

Ricordate ad esempio qual’è il nome del quadro di Salvator Dalì dove vengono rappresentati degli orologi sciolti? Oppure l’autore de “La grande onda di Kanagawa”? Riscopriamo queste opere intramontabili e leggiamone alcune curiosità.

Guarda la fotogallery

 

Fonte: focusjunior.it

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La nostra presenza sui social cerca sempre di soddisfare i nostri followers e per chi si occupa di video non poteva sottrarsi al social più importante per ciò che riguarda i contenuti video. Telearte da poco tempo è anche presente sulla piattaforma Youtube col suo canale Telearte tv. Vi aspettiamo con le dirette, con le puntate precedenti, con spot e novità in continuo aggiornamento.

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Buona Pasqua

Buona Pasqua da Telearte con l’augurio piu’ sincero che tutto torni alla normalita’ prima possibile. Ci vediamo in diretta a Pasquetta per ripartire con le nostre trasmissioni dalle 10 con Ivano Costantini per poi dare spazio alle 14 con i gioielli e Antonella, per poi terminare alle 18 con la trasmissione di orologi di Matteo Colonna.

Musei online in Italia e nel mondo visitabili da casa

Musei virtuali su Google o sui Social. Si moltiplicano le iniziative dei luoghi d’arte e cultura che mostrano le loro bellezze ai visitatori costretti a casa.

Grazie alla tecnologia si moltiplicano le iniziative dei musei online costretti alla momentanea chiusura per l’emergenza sanitaria da Coronavirus. Come dice lo slogan lanciato dal Mibact, sulla scia dell’hashtag #iorestoacasa, “la cultura non si ferma”.

Tour virtuali, dirette live sui social, visite guidate su YouTube consentono oggi ai visitatori costretti a casa di scoprire (o riscoprire) l’immenso patrimonio culturale e artistico di musei, teatri, biblioteche e cineteche, che con grande sforzo propongono un intrattenimento di qualità. Succede in Italia e nel resto del mondo.

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Musei italiani online: tour virtuali e rubriche sui social
Galleria degli Uffizi, Ipervisioni mostre virtuali online con spunti di racconto suggestivi e immagini ad alta definizione;
– L’Accademia Carrara di Bergamo, invece, con i progetti #vistadacasa e #museichiusimuseiaperti, racconta sui social approfondimenti dedicati alla mostra Tiziano e Caravaggio in Peterzano e alla collezione permanente;
– Il Museo Egizio di Torino ha pubblicato sul proprio canale YouTube le “Passeggiate del direttore”, con Christian Greco che porta i visitatori virtuali tra le sale del museo online, raccontando la storia della collezione e i reperti più importanti;
– Mentre a Venezia, il Peggy Guggenheim diverte con gli Art Quiz, a Milano si ascolta un concerto gratuito al Teatro alla Scala ;
– Infine, tra le ultime novità, l’iniziativa delle Scuderie del Quirinale a Roma, che riaprono virtualmente al pubblico la mostra-evento Raffaello.1520-1483: i curatori raccontano e spiegano i dipinti sui social .

Musei esteri:
Louvre di Parigi, visita online ;
Versailles, tour virtuali di Google Arts and Culture ;
Ermitage a Mosca con le sue sale ;
British Museum di Londra ;
MET di New York ;
MoMa lancia The Way I See It su Youtube .

Tratto da: viaggi.corriere.it

#io resto a casa

Anche Telearte vista l’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 sta seguendo tutta una serie di procedure per attenersi alle indicazioni del Governo e del Ministero della Salute. Le nostre trasmissioni seguono al momento 3 fasce orarie 10-14, 14-18 e 18-22 ed inoltre abbiamo adottato diverse limitazioni nelle funzioni interne proprio per evitare i contatti tra gli addetti ai lavori in azienda. Nella speranza che le cose migliorino gradualmente per tutti ci auguriamo di poter contribuire alla vostra permanenza in casa in maniera piacevole con la nostra presenza in diretta con 12 ore giornaliere di trasmissioni.

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IL MICROMOSAICO ROMANO

La” Reverenda Fabrica Sancti Petri,“ fu lo studio operante in Vaticano per la gestione e realizzazione delle opere edili e artistiche della Basilica di San Pietro. Alla fine del XVIII secolo, alcuni mosaicisti, addetti alla stessa fra cui Giacomo Raffaelli, crearono un nuovo tipo di mosaico, fatto con le stesse tecniche del mosaico tradizionale ma con tessere di pasta vitrea filata, di gran lunga più piccole (circa 0,1mm) e sottili delle vecchie tessere. Queste, venivano adagiate su di un supporto che poteva essere di vario genere ma il più comune era il “marmo nero del Belgio”, elemento che riusciva a mettere in risalto i colori spiccati e brillanti del micro mosaico. Era un processo lungo soprattutto per i tempi di asciugatura del mastice, collante utilizzato per il supporto delle micro tessere. Dopo la realizzazione del disegno attraverso un lungo processo di incastro, si eseguiva la limatura, fino a giungere alla fase finale che era quella del riempimento dei piccoli interstizi rimasti tra le minuscole bacchette di silicio.
Una tecnica difficile, che richiede una pazienza paragonabile a quella dei frati certosini, ma con un risultato unico nel suo genere, un risultato che portò le “botteghe” di questi maestri ad avere una richiesta produttiva copiosa di oggetti e gioielli da parte delle aristocrazie più importanti d’Europa.

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I soggetti richiesti erano ovviamente quelli che più andavano di moda all’epoca. Con il Neoclassicismo, le produzioni artistiche richiamavano elementi ellenici o romani dei ritrovamenti di Ercolano e Pompei, ed il “Grand Tour” lasciava una nostalgia nel cuore dei luoghi visitati tanto da desiderarne una copia in miniatura. I soggetti “animalier”, invece, hanno significati diversi, ripresi sempre da raffigurazioni dell’antichità classica, rappresentano allegorie e simbolismi con richiami mitologici. Uno fra tutti il “CAVE CANEM”, la scritta deriva da un famoso mosaico che si trova negli scavi archeologici di Pompei, sul pavimento d’ingresso della Casa del Poeta Tragico, mentre, tra i più riprodotti’ c’è sicuramente il “VASO DI PLINIO”, quattro colombe sul bordo di un cantaro bronzeo colmo d’acqua a cui una si abbevera, descritto nella “Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio. Si aggiungono alla produzione ritratti, paesaggi bucolici e scene romantiche tutto sempre dovuto ad una fervida richiesta da parte di commissioni sempre più importanti.
T.F.

Orazio Borgianni in mostra a Roma

Un genio inquieto nella Roma di Caravaggio

La prima mostra monografica su Orazio Borgianni. A Palazzo Barberini sarà visitabile da giovedì 5 marzo a martedì 30 giugno 2020.

La mostra – la prima esposizione monografica dedicata all’artista – si focalizza sulla sua stagione romana, tra il primo e il secondo decennio del XVII secolo, periodo in cui Borgianni crea i suoi maggiori capolavori. Presentati circa venti dipinti autografi provenienti da importanti musei e collezioni, italiani e stranieri, accanto all’Autoritratto e alla Sacra Famiglia con San Giovannino e Santa Elisabetta della collezione delle Gallerie Nazionali.

Orazio Borgianni, un genio inquieto nella Roma di Caravaggio
Orazio Borgianni, un genio inquieto nella Roma di Caravaggio

In mostra anche una serie di opere di pittori, tra i maggiori protagonisti della scena romana, per i quali l’influenza di Borgianni fu significativa e talvolta decisiva, tra questi Antiveduto Gramatica, Giovanni Lanfranco, Carlo Saraceni, Giovanni Serodine, Simon Vouet.

Mostra a cura di Gianni Papi

Fonte: http://www.060608.it/

Autoritratto, 1615. Roma, Galleria nazionale d'arte antica.
Autoritratto, 1615. Roma, Galleria nazionale d’arte antica.

Poche sono le notizie riguardanti la biografia di questo artista. Figlio di un carpentiere originario di Firenze[1], nacque a Roma nel 1576 circa, dove ebbe la prima formazione in un ambiente artistico di gusto puramente manieristico. Si trasferì quindi, assieme al fratellastro Giulio Lasso, pittore e scultore, in Sicilia e, in seguito, tra la fine del XVI secolo e l’inizio del successivo, in Spagna, dove si sposò[2] e maturò il proprio linguaggio artistico. Tornato in Italia nel 1602 circa, vi giunse nel momento della esplosione più viva della polemica caravaggesca. Il Caravaggio, benché fosse diventato un nemico personale del Borgianni, per i rapporti molto tesi che intercorsero fra i due, peraltro influì molto sulla sua evoluzione artistica. Il Borgianni morì a Roma probabilmente nel 1616, non ancora quarantenne.

Fonte: wikipedia

Nasce la collaborazione Vintag e Telearte

Con piacere diamo notizia della nascita della collaborazione tra Vintag e Telearte. In realtà già da diversi mesi erano intercorse collaborazioni, telefonate e incontri con gli ideatori dell’app Vintag di Bologna. Vintag è una piacevole realtà nel mondo del vintage.

Vintage è sinonimo di alta qualità dei materiali e della lavorazione, di autenticità, di charme e di valore che un oggetto acquisisce nel tempo per le sue doti di irriproducibilità con i medesimi elevati standard qualitativi. Vintage è amore per i dettagli e per lo stile del passato.​ Vintage non è “seconda mano”.

Il pretesto per collaborare con i fondatori  di questa app è arrivato dalla collezione di Mara Parmegiani esitata in quel dell’asta sulla piattaforma Invaluable. Per l’invenduto, essendo un consistente catalogo di abiti e accessori vintage per l’appunto, abbiamo ritenuto opportuno gestirlo in modalità alternativa per proporlo al pubblico. Il “caso” ha voluto che tramite un articolo su un quotidiano venissimo a conoscenza della bellissima realtà di Vintag e dei suoi fondatori e collaboratori. Da lì è iniziata una serie di relazioni tra email e contatti telefonici fino ad arrivare ad incontri e proposte collaborative.

L’occasione che ha permesso l’entrata in gioco di Telearte nel mondo di Vintag è stato l’evento svoltosi a Bologna sabato 22 febbraio presso il GRAND HOTEL MAJESTIC, un grande evento, un Cocktail party all’insegna degli anni ’20.

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Ci auguriamo che questa partnership sia un gradita realtà che possa interessare il pubblico di Telearte quanto quello di Vintag. Per chiunque voglia trovare questa collaborazione interessante e darci consigli siete i benvenuti scrivendoci su telearte@libero.it oppure scaricando l’app di Vintag sia per dispositivi Android  su Google Play che iPhone su Apple Store .

Di seguito alcune foto dell’allestimento con abiti e accessori forniti da Telearte. Ringraziamo ancora i fondatori di Vintag per la bella intesa ed il loro supporto.