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    HISTORY OF THE ROMAN MICROMOSAIC

    November 23, 2020

November 23, 2020

HISTORY OF THE ROMAN MICROMOSAIC

(EN) The minute mosaic or micromosaic was born in Rome in the second half of the ‘700 and the period of greatest production is that which goes from the end of that century to the whole ‘800. In the second half of the eighteenth century began the great project of permanently decorating the vaults of St. Peter and to translate mosaic paintings of the same basilica.
An italian red porphyry marble and gold box.The Fabbrica di San Pietro, or more correctly “Reverend Fabrica Sancti Petri”, is the body created specifically for the management of all the works necessary for the construction and artistic realization of the  Basilica di San Pietro in Vatican. The agency is still operating for the management of the complex.
It is precisely at this juncture that the Vatican Mosaic Studio created this new type of mosaic, made with the same techniques as the traditional mosaic but with spun glass pieces, much smaller (about 0.1mm) and thin than the old tiles.
The material was produced in Venice, but soon began to be prepared in Rome. The glass used was spun by the mosaicist in thin sticks, called teche, from which the tiny tiles were made. The support on which the micromosaic was composed could be of metal, such as a copper foil with raised edges, or a small stone slab with a recess or other type, in which the small tiles were assembled by fixing them with a special stucco. The same works had small dimensions, executed with great precision and finished with equal care and could be inserted, for example, on artifacts such as tables with marble top, tobacconist, paperweight, etc. or even made pins and jewels, when they were applied in goldsmithing, destined to become souvenirs for the tourists of the Grand Tour. Considered at the time of handicrafts rather than real art, today they are finally recognized the right artistic value. Today there are also in the Vatican Museums (as well as in other important museums of the world ) two rooms dedicated to the minute mosaic, also in St Peter’s Square there are art galleries that sell both new and ancient mosaics.
To make known and keep alive this art was the research and experimentation conducted by artists such as:
Giacomo Raffaelli, Michelangelo Barberi, Cesare and Antonio Aguatti and by artisans and professionals working in the Study of Vatican Mosaic that contributed to the invention of the language of minute mosaic. (Source: http://www.pietradoratamosaici.it)

To better understand how a micromosaic is made, follow this link.

(IT) Il mosaico minuto o micromosaico nacque a Roma nella seconda metà del ’700 e il periodo di maggiore produzione è quello che va dalla fine di tale secolo a tutto l’800. Nella seconda metà del XVIII° era partito il grande progetto di decorare in maniera duratura le volte di San Pietro e di tradurre a mosaico opere pittoriche della stessa basilica.
La Fabbrica di San Pietro, o più correttamente “Reverenda Fabrica Sancti Petri“, è l’ente creato appositamente per la gestione di tutto l’insieme delle opere necessarie per la realizzazione edile ed artistica della Basilica di San Pietro in Vaticano. L’ente è tutt’ora operante per la gestione del complesso.
E’ appunto in questo frangente che lo Studio Vaticano del Mosaico creò questo nuovo tipo di mosaico, fatto con la stessa tecniche del mosaico tradizionale  ma con tessere di  pasta vitrea filata, di gran lunga più piccole (circa 0,1mm) e sottili delle vecchie tessere.
Il materiale veniva prodotto a Venezia, ma presto si cominciò a prepararlo anche a Roma. Il vetro usato veniva filato dal mosaicista in sottili bacchette,dette teche,  da cui venivano ricavate le minuscole tessere. Il supporto su cui veniva composto il micromosaico poteva essere di metallo, quale una lamina di rame con bordi rialzati, o una lastrina di pietra con un incavo o di altro tipo, in cui venivano assemblate le piccole tessere fissandole con uno stucco speciale. Le stesse opere avevano dimensioni ridotte, eseguite con grande precisione e rifinite con altrettanta cura e potevano essere inserite, ad esempio, su manufatti quali tavolini con piano di marmo, tabacchiere, fermacarte, ecc., o addirittura costituivano spille e gioielli, quando venivano applicati in oreficeria, destinati maggiormente a divenire dei souvenirs per i turisti del Gran Tour. Ritenuti all’epoca delle opere di artigianato più che di arte vera e propria, oggi finalmente viene loro riconosciuto il giusto valore artistico. Ci sono oggi anche nei Musei Vaticani (oltre che in altri importantissimi musei del mondo ) due sale dedicate al mosaico minuto, inoltre in piazza San Pietro si trovano delle gallerie d’arte che vendono mosaici sia nuovi che antichi.
A far conoscere e mantenere viva quest’arte furono le ricerche e le sperimentazioni condotte da artisti come:
Giacomo Raffaelli, Michelangelo Barberi, Cesare e Antonio Aguatti e da artigiani e professionisti operanti nell’ambito dello Studio del Mosaico Vaticano che contribuirono a portare all’invenzione del linguaggio del mosaico minuto. (Fonte: http://www.pietradoratamosaici.it)

Per comprendere e capire meglio come viene realizzato un micromosaico seguite il questo link.

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