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Derby d’arte a Londra: due capolavori di Picasso all’asta da Sotheby’s e Christie’s

 

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Derby d’arte a Londra, all’asta due capolavori di Picasso. Da una parte  «Buste de femme de profil. Femme écrivant» del 1932, sarà presentato oggi da Sotheby’s,  stima record di 33 milioni di sterline; dall’altra da Christie’s, mercoledì,  «Femme dans un fauteuil» del 1942, stimato tra 20-24 milioni di sterline.
Nel primo caso l’opera raffigura la musa e amante Marie-Thérèse Walter, dipinta dal maestro del Cubismo mentre era ancora sposato con la moglie Olga. Il dipinto si è considerevolmente apprezzato dall’ultima volta che è passato in asta, nel 1997, quando fu aggiudicato per 3,7 milioni di dollari. Secondo la casa d’aste l’opera si trova nella stessa collezione dal 2003, che ora ha deciso di vendere. A Sotheby’s risponderà il giorno dopo, mercoledì, proponendo un altro capolavoro di Picasso, dipinto durante la Seconda guerra mondiale, mentre l’artista spagnolo viveva nella Parigi occupata dai nazisti. Il dipinto raffigura Dora Maar, una delle muse e amanti di Picasso, anche lei artista e fotografa: si erano incontrati nel 1935 e loro turbolenta relazione finì intorno al 1945. «Femme dans un fauteuil» è rimasta nella collezione dello stesso Picasso fino alla sua morte quando è diventato di proprietà dell’ultima moglie, Jacqueline.

Fonte:https://www.ilgazzettino.it

ECO E NARCISO

RITRATTO E AUTORITRATTO NELLE COLLEZIONI DEL MAXXI E DELLE GALLERIE NAZIONALI BARBERINI CORSINI

Dal 17 Maggio 2018 al 28 Ottobre 2018

ROMA

LUOGO: Palazzo Barberini

CURATORI: Flaminia Gennari Santori, Bartolomeo Pietromarchi

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 06 4824184

E-MAIL INFO: comunicazione@barberinicorsini.org

SITO UFFICIALE: http://www.barberinicorsini.org

 

COMUNICATO STAMPA:
Il 18 maggio 2018 si conclude una storia cominciata nel 1949, quando lo Stato italiano acquistò Palazzo Barberini per farne la sede della Galleria Nazionale di Arte Antica.

Il palazzo era a quel tempo in parte occupato dal Circolo Ufficiali delle Forze Armate e oggi, dopo circa settant’anni, si conclude la tortuosa vicenda che ha condizionato lo sviluppo del museo fondato nel 1895 come pinacoteca nazionale.

Undici le nuove sale che si estendono su oltre 700 metri quadri di percorso espositivo
, affacciate sui giardini del palazzo, alcune monumentali, come la Sala del Trono, altre inaspettatamente intime, come la Cappellina risalente al primo trentennio del Seicento.
Per celebrare questo evento le nuove sale, oltre al Salone Pietro da Cortona, alla Sala Ovale e alla Sala dei Paesaggi, saranno allestite con Eco e Narciso, la mostra prodotta dalle Gallerie Nazionali in collaborazione con il MAXXI, curata da Flaminia Gennari Santori e Bartolomeo Pietromarchi: un percorso che si snoda fra arte antica e arte contemporanea sul tema del ritratto e dell’autoritratto, con opere provenienti dalle collezioni dei due musei nazionali, nati a circa un secolo di distanza.

Il Narciso di Caravaggio o per qualcuno di Spadarino – quesito attributivo che rende ancora più interessante questo dipinto incantevole – raffigurante il bellissimo giovane perso nella sua immagine specchiata, è l’opera guida della mostra.
Il ritratto rappresenta uno dei filoni più significativi della Collezione delle Gallerie Nazionali ed è presentato in mostra attraverso una prospettiva diversa, non cronologica, al di là delle categorie storico-artistiche con le quali abitualmente si guardano e si studiano i dipinti del passato.

Le opere di Luigi Ontani e Pietro da Cortona, Raffaello e Richard Serra, Bronzino e Giulio Paolini, Piero di Cosimo e Kiki Smith raccontano i temi della temporalità, della rappresentazione del potere, dell’erotismo, dell’intimo e dell’esotico.

Turner al Chiostro del Bramante

Per la prima volta a Roma, una raccolta di opere del celebre artista inglese conservate presso la Tate Britain di Londra. Fino al 26 agosto 2018

Curata da David Blayney Brown, questa mostra segna l’inizio di un’importante collaborazione tra la Tate di Londra e Chiostro del Bramante e rappresenta un’occasione unica per ammirare alcuni tra i lavori più importanti dell’intero percorso artistico del celebre pittore inglese, assente da oltre 50 anni dalle programmazioni dei musei romani e da 12 anni dai musei italiani.

Composta da 92 opere  suddivise in sei sezioni, la mostra permette di esaminare come Turner abbia sviluppato a poco a poco uno stile estremamente personale, includendo nelle sue opere una straordinaria gamma di nuovi elementi iconografici e stilistici, con una raffinata predilezione per la luce, il colore (che usò in modo innovativo e sorprendente) e gli effetti atmosferici

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Importante sottolineare che l’esposizione romana pone l’accento sull’importanza che gli acquerelli ebbero per la definizione dello stile di Turner, dimostrando come le sue ricerche espressive abbiano di fatto precorso l’arte degli impressionisti, anticipando le tendenze stilistiche della fine del XIX secolo.

Informazioni: 

06 68809035 – infomostra@chiostrodelbramante.it
Chiostro del Bramante – Via della Pace, Roma
aperto tutti i giorni:
lun – ven 10.00 > 20.00
sab – dom 10.00 > 21.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Fonte: panorama.it

“Canaletto 1697 – 1768” maestro di luce al Museo di Roma

L’esposizione negli spettacolari saloni di Palazzo Braschi, intende celebrare il 250° anniversario della morte del pittore veneziano con il più grande numero di creazioni mai arrivate in Italia, sessantotto tra dipinti e disegni e documenti, di cui alcuni celeberrimi

ROMA – Dall’11 aprile al 19 agosto 2018 al museo di Roma Palazzo Braschi si tiene la mostra “Canaletto 1697 – 1768”promossa dall’assessorato alla cultura di Roma Capitale con l’organizzazione dell’associazione culturale MetaMorfosi,presieduta da Pietro Folena, in collaborazione con Zetema progetto Cultura e a cura di Božena Anna Kowalczyk.

Nell’illustrare la genesi di questa iniziativa illuminata e complessa, sviluppatasi nell’arco di due anni grazie ad uno sforzo collettivo, Pietro Folena ha rilevato che “le opere di Canaletto sono in tutto il mondo. Proprio le più belle e convincenti sono lontanissime. La mostra al museo di Roma riunisce insieme capolavori mai visti provenienti dai più importanti musei del globo, tra cui il Pushkin di Mosca, il Jacquemart-André di Parigi, il Museo delle Belle Arti di Budapest, la National Gallery di Londra e il Kunsthistorisches Museum di Vienna, e altre opere ancora dagli Stati Uniti, dall’Avana, da Cuba, per la prima volta nel nostro paese”.

Un evento dunque di portata nazionale e internazionale. L’interesse di Sky Art, che sta producendo un documentario su “Canaletto 1697 – 1768” conferma l’ imprescindibilità di questa iniziativa. Non a caso, alla sua inaugurazione era presente il celeberrimo critico d’arte e politico italiano, Vittorio Sgarbi.

Leonardo Da Vinci in asta da Christie’s a New York

Si tratta dell’ultimo dipinto del maestro rinascimentale ancora in mani private, mentre tutte le altre sono conservate in musei o istituzioni.  L’opera sarà offerta con una base di partenza di 100 milioni di dollari.

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Il prossimo 15 dicembre  sarà battuto all’asta da Christie’s a New York il  “Salvator Mundi” di Leonardo,l’ultimo dipinto del genio rinascimentale ancora in mani private, tutti gli altri sono infatti proprietà di musei o istituzioni.

Il dipinto, un olio su tavola di 66 centimetri di altezza per 46 di larghezza, raffigura Cristo con la mano destra alzata benedicente, mentre nella mano sinistra regge un globo celeste. L’opera è stata presentata al pubblico per la prima volta nel 2011 alla National Gallery di Londra.

’attribuzione della tavola a Leonardo, da parte di esperti di fama internazionale, è relativamente recente.Il capolavoro era stato infatti catalogato semplicemente come un dipinto di ’’scuola milanese”, datato intorno al 1500 circa. Solo dopo la rimozione di uno strato di pittura scolorita e della vernice applicata in un precedente restauro,  si è potuti risalire alla reale paternità dell’opera, fino ad allora nota grazie solo ad un’incisione di Wenceslaus Hollar eseguita intorno al 1650.

Riguardo la precedente storia e i vari passaggi di mano del “Salvator Mundi” non si sa moltissimo se non in maniera sommaria.Inizialmente il dipinto fu registrato nelle collezioni di Carlo I e Carlo II d’Inghilterra. Successivamente sembra che l’opera  sia passata nelle mani di Sir Francis Cook, collezionista inglese del XIX secolo. L’opera venne nel tempo alterata con una serie di ridipinture e in seguito non se ne seppe più nulla fino al 1958, quando fu venduto a un’asta londinese per 45 sterline. Dopo la vendita se ne persero nuovamente le tracce, mentrenel 2005 fu acquistata da una società americana e infine, nel 2013, dal miliardario russo Dmitry Rybolovlev alla cifra di 127milioni di dollari. 

L’opera sarà offerta all’asta di Christie’s con una base di partenza di 100 milioni di dollari. Si tratta della stima più alta mai proposta dalla casa d’aste. D’altra parte come afferma Loic Gouzer, specialista di Christie’s,”Salvator Mundi è il dipinto più iconico tra gli artisti del mondo, forse il più famoso a livello mondiale. Creato circa 500 anni fa, il capolavoro arriva per la prima volta sul mercato e potrebbe segnare un record”. 

Fonte: http://www.artemagazine.it

30ma edizione della Biennale dei Capolavori, FIRENZE Palazzo Corsini

La 30ma edizione della Biennale dei Capolavori apre al Novecento recente e annuncia le sue meraviglie

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Il 23 settembre apre i battenti la trentesima edizione della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze e ancora una volta sarà ospitata nei saloni barocchi di Palazzo Corsini, affacciato su uno dei lungarni più belli della città. Gli organizzatori sono da tempo al lavoro, sotto l’attenta regia del Segretario Generale,
Fabrizio Moretti, per porre nuovamente sotto i riflettori internazionali il mercato dell’antiquariato italiano ed offrire ad un pubblico sempre più attento un’edizione ricca di novità e sorprese.

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Per accogliere le oltre 3.000 opere esposte e le oltre 80 gallerie italiane e straniere, Palazzo Corsini si presenterà con un nuovo allestimento, quest’anno affidato alla vena creativa di Matteo Corvino, noto interior designer e scenografo veneziano. Un progetto work in progress che si apre alla modernità e che sarà reinterpretato già dalla prossima edizione. L’intento è di fornire ai visitatori una sempre maggiore visibilità delle architetture seicentesche di Palazzo Corsini con l’utilizzo di un soffitto di vetro per il percorso centrale garantendo una maggiore luminosità agli spazi interni del palazzo, mentre, dalla terrazza di Palazzo Corsini, si potrà ammirare la ricostruzione di un giardino pensile all’italiana realizzato con bordure di bosso.

Tra le maggiori attrazioni figurerà certamente la Buca per le denunce segrete in marmo di Verona, opera seicentesca presentata dalla romana Galleria W. Apolloni. Ancora, la Galleria Michel Descours proporrà Il ritratto dell’attore teatrale Tiberio Fiorilli nel ruolo di Scaramouche di Pietro Paolini, appartenuto al fratello dell’attore. La Galleria Alberto di Castro esporrà invece un gruppo di importanti disegni inediti preparatori per l’esecuzione di un fregio della campana in bronzo della Basilica di San Pietro, realizzati dalla Bottega di Luigi Valadier, mentre W&K Wienerroither & Kohlbacher presenterà una collezione di disegni di Gustav Klimt, tra i quali uno studio per la celebre Salomé.
Sempre tra i disegni, ricordiamo uno studio di nudo virile del Tintoretto, presentato da Enrico Frascione. Carlo Orsi esporrà un commesso di pietre dure su ardesia realizzato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze all’inizio del XVII secolo, che rappresenta Il ritorno dalla fuga in Egitto, con intarsi in avorio, acero, palissandro ed ambra; Dario
Ghio, Il cammeo con busto dell’amato Luigi XIV, che svela un volto poco noto di colei che non solo lo ha posseduto ma anche finemente cesellato: la Marchesa di Pompadour.

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Date e orari: dal 23 settembre al 1 ottobre 2017, dalle 10,30 alle 20,00. Giovedì 28
settembre 2017 dalle ore 10,30 alle 19,00
Biglietto: € 15, ridotto € 10
info: www.biaf.it

Al via le trasmissioni in diretta della mattina

Telearte da stamattina vi darà il buongiorno in diretta. Si proprio così…

Tutte le mattine in onda sul canale satellitare 822 del bouquet di SKY oppure impostando un normale decoder satellitare con le impostazioni riportate sotto, potrete seguire le nostre trasmissioni in diretta del mattino.

 

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I nostri presentatori ci proporranno trasmissioni create ad hoc proprio per il pubblico del mattino con proposte adeguate. Sempre disponibili alle richieste del telespettatore, saremo in onda tutte le mattine in diretta dalle 10:00 alle 13:00 e a seguire di nuovo la replica per chi avesse perso qualche proposta interessante.

 

Telearte non perde occasione per aumentare la possibilità per il telespettatore. Non mancate di seguire le nostre trasmissioni!

 

Impostazioni decoder satellitare:

Simbol rate 29900
FEC 2/3 DVB-S2 8psk
Satellite Eutelsat
Hot bird 13est
Frequenza 10853 mhz
Polarità orizzontale

Il presepe napoletano

Il presepe napoletano è una rappresentazione della nascita di Gesù ambientata tradizionalmente nella Napoli del Settecento.

L’arte presepiale napoletana si è mantenuta tutt’oggi inalterata per secoli, divenendo parte delle tradizioni natalizie più consolidate e seguite della città. Famosa a Napoli, infatti, è la nota via dei presepi (via san Gregorio Armeno) che offre una vetrina di tutto l’artigianato locale riguardante il presepe. Inoltre, numerosi sono i musei cittadini e non (come il museo di San Martino o la reggia di Caserta) nei quali sono esposti storici pezzi o intere scene che ambientati durante la nascita di Gesù.

Origini

La prima menzione di un presepio a Napoli compare in un istrumento, cioè un atto notarile, del 1021, in cui viene citata la chiesa di Santa Maria “ad praesepe” (Luigi Correra, Il presepe a Napoli, fasc. IV, pag. 325, Università degli Studi di Palermo). In un testo del 1324 si fa riferimento ad una “cappella del presepe di casa d’Alagni” ad Amalfi (Stefano de Caro et al., Patrimoni intangibili dell’umanità. Il distretto culturale del presepe a Napoli, Guida editore). Nel 1340 la regina Sancia d’Aragona (moglie di Roberto d’Angiò) regalò alle Clarisse un presepe per la loro nuova chiesa[senza fonte], di cui oggi è rimasta la statua della Madonna nel museo nazionale di San Martino.

L’età d’oro

Nel Seicento il presepe allargò il suo scenario. Non venne più rappresentata la sola grotta della Natività, ma anche il mondo profano esterno: in puro gusto barocco, si diffusero le rappresentazioni delle taverne con ben esposte le carni fresche e i cesti di frutta e verdura e le scene divennero sfarzose e particolareggiate (Michele Perrone fu tra gli artisti principali in questo campo), mentre i personaggi si fecero più piccoli: manichini in legno o in cartapesta saranno preferiti anche nel Settecento.

Il secolo d’oro del presepe napoletano è il Settecento, quando regnò Carlo III di Borbone. Per merito della fioritura artistica e culturale in quel periodo anche i pastori cambiarono il loro sembiante. I committenti non erano più solo gli ordini religiosi, ma anche i ricchi e i nobili.

Una delle collezioni più ricche e più grandi di presepi nel mondo si trova nel Museo Nazionale Bavarese (Bayerisches Nationalmuseum) a Monaco di Baviera. La maggior parte della collezione è arrivata al museo dalla collezione privata di Max Schmederer.

Ma il Museo della Certosa di San Martino è certamente il punto di riferimento per gli studi sul presepe Napoletano, oltre ai ricchi presepi ancora conservati integri a Napoli e altrove. Forse il più celebre e acclamato esempio di presepe napoletano è il presepe Cuciniello realizzato tra il 1887 e il 1889 ed esposto a San Martino; un altro celeberrimo, esposto talvolta a palazzo reale, è il Presepe del Banco di Napoli.

Nel Novecento questa tradizione è gradualmente scomparsa, ma oggi grandi presepi vengono regolarmente allestiti in tutte le principali chiese del capoluogo campano e molti napoletani lo allestiscono ancora nelle proprie case.

Fonte: Wikipedia

Tecnica Shibayama

Shibayama è una cittadina giapponese della prefettura di Chiba.

Lo Shibayama è una forma d’arte originaria del Giappone. Si tratta di laccare con materiali semi-preziosi degli oggetti, in uno stile del tutto particolare. Oggetti che sono generalmente vasi, scatole e custodie per katane.

Tali oggetti realizzati nell’epoca Meiji*, per la loro delicatezza e preziosità, sono valutati moltissimo e ricercati da molti collezionisti.

Il lavoro di Shibayama è una combinazione di intarsio e rilievo che sposa le due tecniche in modo da evidenziare le loro caratteristiche più spettacolari.

È stato utilizzato per la prima volta in Giappone nel XVIII secolo per decorare ornamenti e oggetti per uso personale.

Oltre al loro fascino estetico , il valore distintivo degli oggetti realizzati dagli artigiani di Shibayama si trova nell’elaborato lavoro manuale e nella cura minuziosa necessaria per la loro creazione.

Tipicamente le depressioni furono scolpite in avorio , legni esotici o superfici laccate . Queste depressioni furono poi intarsiate con piccole quantità di materiali preziosi (madreperla, tartaruga, corallo, giada, ossa e abalone), formando così il modello.
Ogni intarsio è inciso, creando un rilievo costituito da molti pezzi.

Al giorno d’oggi, gli oggetti creati con la tecnica dell’intarsio madre-perla si trovano nelle collezioni del del Victoria & Albert Museum di Londra e il Metropolitan Museum of Art di New York . Inoltre, tra le voci di numerose grandi case d’asta internazionali ( christies.com , sotheby.com , bonham.com ) sono oggetti decorati da lavoratori che utilizzano la tecnica di Shibayama. In Ungheria, il Museo di Arte Asiatica di Ferenc Hopp sispecializza nella raccolta di manufatti dell’Estremo Oriente.

Fonte: http://www.individualjewellery.com

 

*Il Periodo Meiji è un momento storico del Giappone che comprende i 44 anni di regno dell’Imperatore Mutsuhito. Questo periodo va dal 23 ottobre 1868 al 30 luglio 1912. Wikipedia

Mostra: Giovanni Boldini, un grande protagonista della Belle Époque

Pittore straordinario che ha immortalato nei suoi ritratti le donne più belle dell’alta società parigina.

 

La mostra Giovanni Boldini, ospitata dal 4 marzo al 16 luglio a Roma al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, si presenta come una delle più ricche e spettacolari esposizioni antologiche degli ultimi decenni, proponendo al pubblico olii e pastelli tra i più rappresentativi della produzione di Boldini e di altri artisti a lui contemporanei, oltre a una piccola selezione di disegni su carta e incisioni.

L’esposizione ricostruisce passo dopo passo il geniale percorso artistico del grande maestro italo-francese che non è stato solo uno dei protagonisti di quel periodo ineguagliabile, o solo il geniale anticipatore della modernità novecentesca, ma colui che nelle sue opere ha reso ed esaltato la bellezza femminile, svelando l’anima più intima e misteriosa delle nobili dame dell’epoca, per lui “fragili icone”…

BIGLIETTI

Intero € 14,00 (audioguida inclusa)

Ridotto € 12,00 (audioguida inclusa)
65 anni compiuti (con documento); ragazzi da 11 a 18 anni non compiuti; studenti fino a 26 anni non compiuti (con documento); militari di leva e appartenenti alle forze dell’ordine; diversamente abili; giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti); dipendenti e agenti (muniti di badge) e clienti (muniti di dem nominale) Generali Italia

Ridotto Gruppi € 10,00
prenotazione obbligatoria, min 15 max 25 pax
microfonaggio obbligatorio

Ridotto speciale € 10,00 (audioguida inclusa)
Guide con tesserino se non accompagnano un gruppo

Universitari € 6,00 (audioguida inclusa)
ogni martedì escluso i festivi , per tutti gli studenti universitari senza limiti di età

Ridotto scuole € 5,00

prenotazione obbligatoria, min 15 max 25 pax microfonaggio obbligatorio per le scuole secondarie di 1° e 2° grado

Ridotto bambini € 6,00 
(audioguida inclusa)

bambini da 4 a 11 anni non compiuti

Ridotto Scuola del’infanzia € 3,00

prenotazione obbligatoria, min 15 max 25 pax

Biglietto Open € 16 (audioguida inclusa)

Consente l?ingresso alla mostra senza necessità di bloccare la data e la fascia oraria. Il biglietto open è acquistabile direttamente presso la biglietteria della mostra.


Omaggio (audioguida inclusa) 
Bambini fino a 4 anni non compiuti; accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo); insegnanti in visita con alunni/studenti (2 ogni gruppo); soci ICOM (con tessera); un accompagnatore per disabile; possessori di coupon di invito; possessori di Vip Card Arthemisia Group; giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti) in servizio previa richiesta di accredito da parte della Redazione all’indirizzo press@arthemisia.it

Diritti di prenotazione e prevendita:

Gruppi e singoli € 1,50 per persona
Scolaresche € 1,00 per studente

Visite guidate

(tariffe biglietto escluso, prenotazione obbligatoria min 15 max 25, microfonaggio obbligatorio)
Visita guidata adulti € 100
Visita guidata scuola € 80
Visita guidata in lingua adulti € 110
Visita guidata in lingua scuola € 90

Microfonaggio obbligatorio
Gruppi € 30,00
Scuole € 15,00

Informazioni e prenotazioni
T + 39 06 87 15 111

Fonte: http://www.ilvittoriano.com/mostra-boldini-roma.html