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I MACCHIAIOLI A GENOVA

Da venerdì 14 Settembre fino a domenica 9 Dicembre 2018 apre al pubblico la mostra “I macchiaioli” a cura di Simona Bartolena.

Nonostante negli ultimi anni si percepisca nel panorama delle mostre in Italia un rinnovato interesse per l’ottocento italiano, l’attenzione del grande pubblico continua a dirigersi perlopiù alla scena francese, soprattutto alla stagione impressionista. Il XIX secolo in Italia riserva, invece, notevoli sorprese e molte sono le ragioni per riscoprirlo e approfondirlo.

Nella seconda metà dell’Ottocento, Firenze è una delle capitali culturali più attive in Europa, vero e proprio punto di riferimento per molti intellettuali provenienti da tutta Italia. Intorno ai tavoli di un caffè cittadino, il Caffè Michelangelo, si riunisce un gruppo di giovani artisti accomunati dallo spirito di ribellione verso il sistema accademico e dalla volontà di dipingere dal vero, secondo nuovi criteri di rappresentazione della realtà. Il nome “macchiaioli”, usato per la prima volta in senso dispregiativo dagli accademici, viene successivamente adottato dal gruppo stesso in quanto incarna perfettamente la filosofia delle loro opere.

La mostra racconta, attraverso le opere dei principali protagonisti del movimento – da Telemaco Signorini a Giovanni Fattori, da Vincenzo Cabianca e Silvestro Lega –, le caratteristiche e l’evoluzione di questo nuovo linguaggio pittorico, fondamentale per la nascita della pittura moderna.

Le oltre cinquanta opere esposte, provenienti da collezioni pubbliche e private, saranno accompagnate da approfondimenti e focus su tematiche importanti per la comprensione del movimento: le origini, i contatti con la realtà artistica francese e con quella del resto della penisola, le caratteristiche tecniche del nuovo linguaggio e la sua azione di rinnovamento dei generi pittorici, il rapporto con il mondo accademico, con il Purismo, con la fotografia…
La mostra sarà anche occasione per apprezzare la straordinaria intensità della pittura macchiaiola, con opere di rara bellezza, che ben testimoniano il talento e la grandezza di questi artisti.
Mostra organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana in collaborazione con Vidi Mostre.

Dal 14 Settembre 2018 al 09 Dicembre 2018

GENOVA

LUOGO: Palazzo della Meridiana

CURATORI: Simona Bartolena

ENTI PROMOTORI:

  • Regione Liguria
  • Comune di Genova

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 010 2541996

E-MAIL INFO: segreteria@palazzodellameridiana.it

SITO UFFICIALE: http://www.palazzodellameridiana.it

Piqué – Oro, tartaruga e madreperla nel XVIII secolo a Napoli

Esposizione: 12 settembre – 8 dicembre 2018


 

La Galerie J. Kugel presenta la prima mostra dedicata all’arte del “piqué”, che fiorì a Napoli durante la prima metà del XVIII secolo. La tecnica combina fantasiosa inventiva, abilità virtuosistica e opulenza sorprendente.

Questi straordinari oggetti riuniscono tre materiali preziosi: tartaruga, oro e madreperla. Secondo Nicolas Kugel: “Questa combinazione affascinante è sublimata dalla luce, che fa brillare l’oro, rivela l’iridescenza della madreperla e penetra persino nell’oscurità diafana del guscio di tartaruga.”

La mostra comprende oltre 50 oggetti, evidenziando un tavolo di Sarao – l’ultimo capolavoro realizzato con questa tecnica – qui prestato, per la prima volta, dal Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo.

Questi pezzi furono creati tra il 1720 e il 1760 per gli intenditori e la corte, e in particolare per Carlo di Borbone, che divenne re di Napoli nel 1734, e fece della sua corte una delle più splendide e cosmopolite di tutta l’Europa. Gli artigiani che hanno creato questi capolavori erano conosciuti come “Tartarugari”. Giuseppe Sarao, il più famoso tra loro, aveva un laboratorio adiacente alle mura del palazzo reale. Molti dei pezzi della mostra sono stati realizzati da lui.

Questi artisti di talento erano in grado non solo di unire e modellare il guscio di tartaruga usando acqua bollente e olio d’oliva, ma hanno anche intarsiato oro e madreperla nel guscio di tartaruga ancora morbido. Hanno creato le forme più stravaganti, che hanno adornato con decori alla moda “piqué” come le cantine (scene in cui le scimmie si dedicano ad attività umane), cineserie e grottesche.

Alexis Kugel spiega: “La mostra consentirà ai visitatori di scoprire sia l’incredibile inventiva degli artisti sia l’interesse straordinariamente appassionato che questa arte ha suscitato tra i collezionisti del XIX secolo, compresi diversi membri della famiglia Rothschild. Verranno presentati molti pezzi che vantano quella prestigiosa provenienza. ”

La mostra è accompagnata da un catalogo illustrato, che offre il primo studio completo sull’argomento. La versione francese sarà pubblicata da Monelle Hayot e dalla versione inglese di Rizzoli.

Esposizione dal lunedì al sabato dalle 10:30 alle 19:00 gratuita

GALERIE J.KUGEL
25 Quai Anatole France
75007 Paris
www.galeriekugel.com

PRESS CONTACT
FAVORI – Grégoire Marot, Nadia Banian, Marina Mantoan
233, rue Saint Honoré – 75001 Paris
+33 1 42 71 20 46
nadia@favoriparis.com – marina@favoriparis.com
www.favoriparis.com

VENEZIA, CITTÀ IN FESTA PER TINTORETTO

Fondazione Musei Civici di Venezia e la National Gallery of Art di Washington hanno avviato dal 2015 un progetto di ricerca di respiro internazionale per festeggiare i 500 anni dalla nascita del pittore veneziano Jacopo Tintorettotra i giganti della pittura europea del XVI secolo e, indubbiamente, quello che più ha “segnato” Venezia con il marchio inconfondibile del suo genio: artista assolutamente “moderno” e a noi tanto vicino.

Chiamato dai dogi e dai notabili veneziani ad abbellire i palazzi e le chiese della città con il suo straordinario talento espressivo, ma anche con la dotta conoscenza dei vasti repertori iconogra ci della storia, Tintoretto ha lasciato di sé una testimonianza di inestimabile valore che trova nel cinquecentenario la perfetta occasione per essere celebrata e meglio conosciuta.

Al progetto hanno aderito le più importanti istituzioni veneziane, che partecipano all’anno tintorettiano con originali iniziative espositive, editoriali e convegnistiche: le Gallerie dell’Accademia, la Scuola Grande di San Rocco e la Curia Patriarcale, con le molte chiese che ancora oggi conservano preziose opere di Tintoretto.

Il progetto, al quale hanno contribuito storici dell’arte di fama internazionale, si concretizza in un grande evento espositivo che si terrà a Palazzo Ducale e alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

In queste due sedi prestigiose l’arte di Tintoretto sarà celebrata dagli anni della sua precoce affermazione giovanile (Gallerie dell’Accademia di Venezia) no alla stupefacente vitalità creativa della maturità (Palazzo Ducale), in un percorso integrato di straordinari capolavori provenienti dalle principali collezioni pubbliche e private del mondo.

A seguire, dal 3 marzo fino al 30 giugno 2019, la mostra sarà alla National Gallery of Art di Washington: un evento del tutto eccezionale trattandosi della prima presentazione in Nord America della pittura del grande artista veneziano.

A più di ottant’anni dall’unica importante esposizione (1937) che Venezia gli abbia dedicato, Jacopo Tintoretto torna dunque protagonista di un grande progetto che fornirà una visione assai rappresentativa della sua carriera, dalle prime opere, del 1540 circa, fino ai lavori degli ultimi anni, quando Jacopo è ormai la gura dominante della pittura lagunare. Grazie ai più recenti studi sulla sua arte e agli illuminanti interventi conservativi degli ultimi due decenni, l’evento renderà possibile l’analisi rigorosa dei dipinti e della loro cronologia.

In particolare l’occasione consentirà, grazie al sostegno di Save Venice Inc., anche l’esame scientifico e il restauro di numerosi dipinti presenti a Venezia, a cominciare da alcune opere del Museo Correr e dalle straordinarie tele dell’Anticollegio, dell’Atrio Quadrato e della Sala degli Inquisitori di Palazzo Ducale, che il pubblico potrà così ammirare nella loro compiuta forza espressiva.

Nel percorso espositivo nell’Appartamento del Doge – a cura di Robert Echols e Frederick Ilchman, con la direzione scientifica di Gabriella Belli – si potranno ammirare una settantina circa di dipinti di Tintoretto e un nucleo raro di disegni, per illuminare il processo creativo del maestro, scelti con particolare riferimento ai dipinti esposti.

Dal 07 Settembre 2018 al 06 Gennaio 2019

VENEZIA

LUOGO: Palazzo Ducale

CURATORI: Robert Echols, Frederick Ilchman

ENTI PROMOTORI:

  • Co-prodotta con National Gallery of Art – Washington
  • Con la collaborazione di Gallerie dell’Accademia di Venezia
  • Con il sostegno di Save Venice Inc. e il supporto di Louis Vuitton

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 041 2715911

E-MAIL INFO: info@fmcvenezia.it

SITO UFFICIALE: http://palazzoducale.visitmuve.it

DA TIZIANO A VAN DYCK. Il Volto del ‘500

50 opere, 50 storie, 50 emozioni per rivivere il fascino del ‘500.

“Da Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500” è in programma a Casa dei Carraresi dal 26 settembre 2018 al 3 febbraio 2019. Ospitata da Fondazione Cassamarca, l’esposizione è organizzata da ARTIKA ed è curata da Ettore Merkel.

“Da Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500” attinge integralmente a una delle maggiori collezioni private del Veneto, quella creata già a partire dal secondo dopoguerra da Giuseppe Alessandra.
I dipinti qui selezionati propongono un affascinante percorso che dal Rinascimento giunge al Manierismo fino a lambire i confini del Barocco.
La suddivisione delle opere mira a mettere in risalto l’evoluzione della pittura veneta a partire dalla tradizione belliniana e dalla rivoluzione giorgionesca, per illustrare la maniera delle grandi botteghe rinascimentali e manieriste, come quelle di Tiziano e dei Bassano, fino ad arrivare alle nuove espressioni seicentesche.
Per precisa scelta curatoriale, accanto alle opere dei grandi maestri vengono proposte selezionate opere della loro cerchia e bottega, con l’obiettivo di focalizzare il modello creativo dell’epoca e ripercorrere le complesse tangenze che hanno fatto del ‘500 il secolo della grande arte in terra veneta ma non solo.

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La mostra è suddivisa in sei sezioni. La prima e la seconda, comprendono un nutrito corpus di opere finalizzato all’analisi della pittura veneta dalla fine del ‘400 alla fine del secolo successivo. Dalla bottega dei Bellini all’ultimo Tiziano, questa parte della mostra analizza alcune fra le maggiori personalità del Rinascimento veneto come Giorgione, Tiziano e Tintoretto, le cui opere sono presentate accanto ai dipinti realizzati da artisti usciti dalle loro botteghe (come Sebastiano del Piombo, Palma il Giovane e Lodovico Pozzoserrato). Di Tiziano è presente, fra gli altri, il “Ritratto di Ottavio Farnese” (1545-46). Nella terza e quarta sezione si affrontano le vicende artistiche contemporanee in area lombarda e in Centro Italia. La quinta sezione guarda agli artisti d’Oltralpe le cui vicende hanno influenzato le arti figurative nel Nord Italia. In questa sezione trovano spazio il “Ritratto di Gentiluomo” di Hans von Aachen e la “Testa di      Carattere” di Van Dyck. L’ultima parte della mostra ci porta dentro le vicende del Barocco.

TREVISO

Dal 26 settembre 2018 al 3 febbraio 2019

Luogo: Casa dei Carraresi

Curatore: Ettore Merkel

Info: mostre@artikaeventi.com, www.artikaeventi.com  tel. 0422.513150

Orari
Dal martedì al venerdì: 09-18
Sabato, domenica, festivi: 10-20
24 e 31 dicembre: 09-18
01 gennaio: 14-20

Fonte: http://studioesseci.net/mostre/da-tiziano-a-van-dyck-il-volto-del-500/

ARMI E POTERE NELL’EUROPA DEL RINASCIMENTO

ARMI E POTERE nell’Europa del Rinascimento è una mostra, in programma dal 26 luglio all’11 novembre nella doppia sede di Palazzo Venezia Castel Sant’Angelo, a Roma.

La mostra, ideata e prodotta dal Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, in collaborazione con il Polo Museale dell’Emilia Romagna, è curata da Mario Scalini, esperto riconosciuto del settore e Direttore del Polo Museale dell’Emilia Romagna. Tra Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo saranno esposti circa160 pezzi tra armature intere, armi da difesa e da offesa, armi da fuoco, elmetti, spade, corsaletti, balestre e schiniere. Il catalogo, edito da Silvana editoriale, si avvale inoltre del contributo di Massimo Carlo Giannini, professore di storia moderna presso l’Università degli Studi di Teramo.

L’esposizione affronta ogni aspetto del complesso intreccio fra armi e uomini, mitologia e rappresentazione del potere. Essa tiene conto inoltre della lunga tradizione dei manuali di arte militare, già in auge nell’età bizantina, come pure di alcune immagini-simbolo del tempo, che raffigurano gentiluomini e talora anche gentildonne corazzati di tutto punto.
Sia Castel Sant’Angelo che Palazzo Venezia custodiscono nuclei di armi storiche pressoché unici al mondo. Proprio queste straordinarie collezioni – restaurate e riordinate per l’occasione – unite a una serie di prestiti internazionali, fanno conoscere allo specialista e al normale visitatore un fenomeno rimasto per molto tempo noto a pochissimi.
Il nucleo centrale della mostra è costituito dalla collezione Odescalchi. Al contrario di quanto spesso creduto, l’armeria Odescalchi non è di origine dinastica: essa nasce dalla passione del principe Ladislao (1846-1922). Grazie ai contatti instaurati con diversi antiquari italiani ed europei, tra cui l’inglese Samuel James Whawell e il francese Louis Bacherau, Ladislao riunì un cospicuo numero di armi provenienti per lo più dall’Europa occidentale, alle quali si aggiunsero piccoli gruppi non omogenei del medio e dell’estremo Oriente. Alla sua morte, la collezione venne riordinata dal nipote Innocenzo nel palazzo romano di Piazza SS. Apostoli: forte di circa duemila pezzi, nel 1959, poco dopo la morte di Innocenzo, essa venne quasi interamente donata al Museo Nazionale del Palazzo di Venezia. In mostra la collezione Odescalchi è presente con i pezzi di maggiore rilievo, molti dei quali finora mai esposti. Una splendida occasione per ‘ritrovare’ e valorizzare una raccolta per troppo tempo confinata nei depositi.

Dal 26 Luglio 2018 al 11 Novembre 2018

ROMA

LUOGO: Castel Sant’Angelo / Palazzo di Venezia

CURATORI: Mario Scalini

ENTI PROMOTORI:

  • Polo Museale del Lazio

COSTO DEL BIGLIETTO: Nel periodo di ArtCity è istituito un biglietto unico che consente un ingresso a Castel Sant’Angelo e uno a Palazzo Venezia con la visita delle due sezioni della mostra. Castel Sant’Angelo e Palazzo Venezia unico intero € 15, unico ridotto € 7,50. Solo Palazzo Venezia intero € 10, ridotto € 5. L’ingresso è gratuito la prima domenica di ogni mese in entrambi i siti

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 06 32810410

SITO UFFICIALE: http://https://www.art-city.it/

Derby d’arte a Londra: due capolavori di Picasso all’asta da Sotheby’s e Christie’s

 

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Derby d’arte a Londra, all’asta due capolavori di Picasso. Da una parte  «Buste de femme de profil. Femme écrivant» del 1932, sarà presentato oggi da Sotheby’s,  stima record di 33 milioni di sterline; dall’altra da Christie’s, mercoledì,  «Femme dans un fauteuil» del 1942, stimato tra 20-24 milioni di sterline.
Nel primo caso l’opera raffigura la musa e amante Marie-Thérèse Walter, dipinta dal maestro del Cubismo mentre era ancora sposato con la moglie Olga. Il dipinto si è considerevolmente apprezzato dall’ultima volta che è passato in asta, nel 1997, quando fu aggiudicato per 3,7 milioni di dollari. Secondo la casa d’aste l’opera si trova nella stessa collezione dal 2003, che ora ha deciso di vendere. A Sotheby’s risponderà il giorno dopo, mercoledì, proponendo un altro capolavoro di Picasso, dipinto durante la Seconda guerra mondiale, mentre l’artista spagnolo viveva nella Parigi occupata dai nazisti. Il dipinto raffigura Dora Maar, una delle muse e amanti di Picasso, anche lei artista e fotografa: si erano incontrati nel 1935 e loro turbolenta relazione finì intorno al 1945. «Femme dans un fauteuil» è rimasta nella collezione dello stesso Picasso fino alla sua morte quando è diventato di proprietà dell’ultima moglie, Jacqueline.

Fonte:https://www.ilgazzettino.it

ECO E NARCISO

RITRATTO E AUTORITRATTO NELLE COLLEZIONI DEL MAXXI E DELLE GALLERIE NAZIONALI BARBERINI CORSINI

Dal 17 Maggio 2018 al 28 Ottobre 2018

ROMA

LUOGO: Palazzo Barberini

CURATORI: Flaminia Gennari Santori, Bartolomeo Pietromarchi

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 06 4824184

E-MAIL INFO: comunicazione@barberinicorsini.org

SITO UFFICIALE: http://www.barberinicorsini.org

 

COMUNICATO STAMPA:
Il 18 maggio 2018 si conclude una storia cominciata nel 1949, quando lo Stato italiano acquistò Palazzo Barberini per farne la sede della Galleria Nazionale di Arte Antica.

Il palazzo era a quel tempo in parte occupato dal Circolo Ufficiali delle Forze Armate e oggi, dopo circa settant’anni, si conclude la tortuosa vicenda che ha condizionato lo sviluppo del museo fondato nel 1895 come pinacoteca nazionale.

Undici le nuove sale che si estendono su oltre 700 metri quadri di percorso espositivo
, affacciate sui giardini del palazzo, alcune monumentali, come la Sala del Trono, altre inaspettatamente intime, come la Cappellina risalente al primo trentennio del Seicento.
Per celebrare questo evento le nuove sale, oltre al Salone Pietro da Cortona, alla Sala Ovale e alla Sala dei Paesaggi, saranno allestite con Eco e Narciso, la mostra prodotta dalle Gallerie Nazionali in collaborazione con il MAXXI, curata da Flaminia Gennari Santori e Bartolomeo Pietromarchi: un percorso che si snoda fra arte antica e arte contemporanea sul tema del ritratto e dell’autoritratto, con opere provenienti dalle collezioni dei due musei nazionali, nati a circa un secolo di distanza.

Il Narciso di Caravaggio o per qualcuno di Spadarino – quesito attributivo che rende ancora più interessante questo dipinto incantevole – raffigurante il bellissimo giovane perso nella sua immagine specchiata, è l’opera guida della mostra.
Il ritratto rappresenta uno dei filoni più significativi della Collezione delle Gallerie Nazionali ed è presentato in mostra attraverso una prospettiva diversa, non cronologica, al di là delle categorie storico-artistiche con le quali abitualmente si guardano e si studiano i dipinti del passato.

Le opere di Luigi Ontani e Pietro da Cortona, Raffaello e Richard Serra, Bronzino e Giulio Paolini, Piero di Cosimo e Kiki Smith raccontano i temi della temporalità, della rappresentazione del potere, dell’erotismo, dell’intimo e dell’esotico.

Turner al Chiostro del Bramante

Per la prima volta a Roma, una raccolta di opere del celebre artista inglese conservate presso la Tate Britain di Londra. Fino al 26 agosto 2018

Curata da David Blayney Brown, questa mostra segna l’inizio di un’importante collaborazione tra la Tate di Londra e Chiostro del Bramante e rappresenta un’occasione unica per ammirare alcuni tra i lavori più importanti dell’intero percorso artistico del celebre pittore inglese, assente da oltre 50 anni dalle programmazioni dei musei romani e da 12 anni dai musei italiani.

Composta da 92 opere  suddivise in sei sezioni, la mostra permette di esaminare come Turner abbia sviluppato a poco a poco uno stile estremamente personale, includendo nelle sue opere una straordinaria gamma di nuovi elementi iconografici e stilistici, con una raffinata predilezione per la luce, il colore (che usò in modo innovativo e sorprendente) e gli effetti atmosferici

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Importante sottolineare che l’esposizione romana pone l’accento sull’importanza che gli acquerelli ebbero per la definizione dello stile di Turner, dimostrando come le sue ricerche espressive abbiano di fatto precorso l’arte degli impressionisti, anticipando le tendenze stilistiche della fine del XIX secolo.

Informazioni: 

06 68809035 – infomostra@chiostrodelbramante.it
Chiostro del Bramante – Via della Pace, Roma
aperto tutti i giorni:
lun – ven 10.00 > 20.00
sab – dom 10.00 > 21.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Fonte: panorama.it

“Canaletto 1697 – 1768” maestro di luce al Museo di Roma

L’esposizione negli spettacolari saloni di Palazzo Braschi, intende celebrare il 250° anniversario della morte del pittore veneziano con il più grande numero di creazioni mai arrivate in Italia, sessantotto tra dipinti e disegni e documenti, di cui alcuni celeberrimi

ROMA – Dall’11 aprile al 19 agosto 2018 al museo di Roma Palazzo Braschi si tiene la mostra “Canaletto 1697 – 1768”promossa dall’assessorato alla cultura di Roma Capitale con l’organizzazione dell’associazione culturale MetaMorfosi,presieduta da Pietro Folena, in collaborazione con Zetema progetto Cultura e a cura di Božena Anna Kowalczyk.

Nell’illustrare la genesi di questa iniziativa illuminata e complessa, sviluppatasi nell’arco di due anni grazie ad uno sforzo collettivo, Pietro Folena ha rilevato che “le opere di Canaletto sono in tutto il mondo. Proprio le più belle e convincenti sono lontanissime. La mostra al museo di Roma riunisce insieme capolavori mai visti provenienti dai più importanti musei del globo, tra cui il Pushkin di Mosca, il Jacquemart-André di Parigi, il Museo delle Belle Arti di Budapest, la National Gallery di Londra e il Kunsthistorisches Museum di Vienna, e altre opere ancora dagli Stati Uniti, dall’Avana, da Cuba, per la prima volta nel nostro paese”.

Un evento dunque di portata nazionale e internazionale. L’interesse di Sky Art, che sta producendo un documentario su “Canaletto 1697 – 1768” conferma l’ imprescindibilità di questa iniziativa. Non a caso, alla sua inaugurazione era presente il celeberrimo critico d’arte e politico italiano, Vittorio Sgarbi.

Leonardo Da Vinci in asta da Christie’s a New York

Si tratta dell’ultimo dipinto del maestro rinascimentale ancora in mani private, mentre tutte le altre sono conservate in musei o istituzioni.  L’opera sarà offerta con una base di partenza di 100 milioni di dollari.

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Il prossimo 15 dicembre  sarà battuto all’asta da Christie’s a New York il  “Salvator Mundi” di Leonardo,l’ultimo dipinto del genio rinascimentale ancora in mani private, tutti gli altri sono infatti proprietà di musei o istituzioni.

Il dipinto, un olio su tavola di 66 centimetri di altezza per 46 di larghezza, raffigura Cristo con la mano destra alzata benedicente, mentre nella mano sinistra regge un globo celeste. L’opera è stata presentata al pubblico per la prima volta nel 2011 alla National Gallery di Londra.

’attribuzione della tavola a Leonardo, da parte di esperti di fama internazionale, è relativamente recente.Il capolavoro era stato infatti catalogato semplicemente come un dipinto di ’’scuola milanese”, datato intorno al 1500 circa. Solo dopo la rimozione di uno strato di pittura scolorita e della vernice applicata in un precedente restauro,  si è potuti risalire alla reale paternità dell’opera, fino ad allora nota grazie solo ad un’incisione di Wenceslaus Hollar eseguita intorno al 1650.

Riguardo la precedente storia e i vari passaggi di mano del “Salvator Mundi” non si sa moltissimo se non in maniera sommaria.Inizialmente il dipinto fu registrato nelle collezioni di Carlo I e Carlo II d’Inghilterra. Successivamente sembra che l’opera  sia passata nelle mani di Sir Francis Cook, collezionista inglese del XIX secolo. L’opera venne nel tempo alterata con una serie di ridipinture e in seguito non se ne seppe più nulla fino al 1958, quando fu venduto a un’asta londinese per 45 sterline. Dopo la vendita se ne persero nuovamente le tracce, mentrenel 2005 fu acquistata da una società americana e infine, nel 2013, dal miliardario russo Dmitry Rybolovlev alla cifra di 127milioni di dollari. 

L’opera sarà offerta all’asta di Christie’s con una base di partenza di 100 milioni di dollari. Si tratta della stima più alta mai proposta dalla casa d’aste. D’altra parte come afferma Loic Gouzer, specialista di Christie’s,”Salvator Mundi è il dipinto più iconico tra gli artisti del mondo, forse il più famoso a livello mondiale. Creato circa 500 anni fa, il capolavoro arriva per la prima volta sul mercato e potrebbe segnare un record”. 

Fonte: http://www.artemagazine.it