AGLI UFFIZI I DISEGNI “PERDUTI” DI SOLDANI BENZI, L’ULTIMO ARTISTA DEI MEDICI

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Da Oriente a Occidente, la meraviglia prende forma tra avori, pietre dure e madreperle che luccicano nel Museo che ammicca all’ammaliante Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci. E se già questa preziosa Kunstkammer affacciata sul più grande labirinto esistente, attraversato da circa 200 mila piante di bambù, costituisce di per sé una collezione d’arte imponente frutto dell’eclettico gusto del raffinato editore e designer, con capolavori che coprono ben cinque secoli, la mostra I tesori d’Oriente – in corso fino al 14 ottobre – conferisce alla dimora d’arte di Fontanellato un fascino ancora più speciale.

Ad accompagnare il viaggio dei visitatori attraverso un’accurata selezione di manufatti – straordinari esempi dell’ arte decorativa di Cinque e Seicento, provenienti da collezioni italiane e portoghesi – sono i ricchi oggetti istoriati che sfilano tra i testi dello storico dell’arte Pedro Moura Carvalho.

Quello allestito al Labirinto della Masone, uno degli imperdibili gioielli a pochi chilometri da Parma, è un racconto che parte da lontano, da un Rinascimento che assiste alla produzione di opere d’arte che dall’ Asia giungono per la prima volta in Europa a seguito della colonizzazione.
In quegli anni la sapiente maestria degli artigiani locali aveva suscitato la meraviglia di mercanti, viaggiatori e studiosi, tra i quali Garcia de Orta, medico portoghese vissuto in India per oltre trent’anni e autore dei Colóquios, un trattato in portoghese pubblicato a Goa nel 1563 e riguardante anche l’utilizzo e le tecniche di lavorazione di quelle materie prime allora sconosciute in Occidente.

Fonte: www.arte.it

Posted on: agosto 23, 2018, by : Staff Telearte